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Avatar di frantola

Che bel racconto. E sí, penso che la tua tenda nell' odore di erba secca e fichi maturi sia molto vicina all'amaca nel casone.

Avatar di Marina Tiradritti

Te l'ho già scritto una volta Valentina ma leggerti è sempre un po' come venire a casa tua, sedersi e stare ad ascoltare mentre racconti un ricordo semplice come questo di Ca' Doja.Una storia di persone impastate con il sudore, la fatica, il vivere come si sa e come si può, senza tanti fronzoli. Scusa se mi permetto ma mi è venuta in mente mia nonna materna con la pancia bruciata perchè era piccolina ma faceva la cuoca in un lanificio di Roma e per manovrare i pentoloni ci si doveva appoggiate con la pancia, appunto. O i nonni paterni venuti a Roma da Montepulciano: Emilio burbero e misogino e Maria che era rimasta incinta a 18 anni e nonostante il matrimonio riparatore nessuno le rivolgeva più la parola in paese. Scusa ho divagato. La storia cbe hai scritto mi è piaciura tanto.

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